Chai Masala ▪ Tè speziato

In cucina, nell'arte, nella scrittura, in musica, così come nell'ars amandi, bisogna avere intuito e il giusto senso delle dosi. Serve del tempo per imparare a dominare i colori, le parole, gli ingredienti e al giorno d'oggi, dove tutto scorre in fretta, la soluzione mordi e fuggi appare sempre benvenuta. Non una di queste attività però sposa in nuce la sveltezza, a meno che non sia lampo d'estro o guizzo d'ingegno. Nella creazione, soddisfazione di un'idea, ci sono riti silenziosi, intimi o condivisi, che restituiscono il giusto valore all'atto stesso del creare e danno risalto ai suoi elementi.

Nessuna dose esatta, dunque, per il chai. Non abbiate fretta, andate ad occhio, a naso soprattutto. E non imbrogliate andando a cercare altrove la ricetta! Siate più temerari e fidatevi dei sensi. Sono più che certa che tra i profumi delle spezie e il vostro sguardo sulle dosi, vi sorprenderà il risultato.

Le indicazioni sono per due tazze mug di Chai Masala.

Pestate le bacche di cardamomo fino a separare i semi dalla scorza, li utilizzerete entrambi.
In un pentolino portate ad ebollizione poco più di una tazza d'acqua. Non appena tiepida aggiungete il cardamomo già pestato, grattugiate dello zenzero fresco e lasciateli bollire per dieci minuti. Al cardamomo e allo zenzero potete unire anche un pezzetto di cannella (non in polvere), dei chiodi di garofano, del macis, il pepe in grani. Irrinunciabili sono le bacche di cardamomo, per il resto scegliete voi l'abbinamento tra i profumi delle spezie.
Togliete il pentolino dal fuoco e aggiungete due cucchiai di tè nero (assam in foglie), portate nuovamente ad ebollizione per un paio di minuti.
Aggiungete tre cucchiaini di zucchero e lasciatelo caramellare un attimo sul fondo, mescolando lentamente. In alternativa potete usare zucchero di canna o miele.
Versate poco più di mezza tazza di latte intero a temperatura ambiente o tiepido e mescolate fino ad amalgamarlo al tè per quattro, cinque minuti.
Toglietelo dal fuoco, lasciatelo riposare per una decina di minuti e colatelo per separare il chai dalle spezie.

Può essere servito molto caldo o molto freddo.

Splendidi ed evocativi racconti dall'India, narrano di venditori ambulanti che per miscelare latte e tè versano a cascata dall'alto verso il basso da un pentolino all'altro il chai masala. Non fatelo in casa.
Per pestare le bacche di cardamomo, non usate denti, gomiti - nemmeno quelli di vostro marito, se non avete un pestino usate un bicchiere o una tazza dal fondo piatto. Se vi si frantuma il vetro tra le mani, state attenti a non macchiare di sangue il cardamomo. L'artista che è in voi, ancora non è pronto per la body art*.
Se nonostante i tentativi, il risultato è una schifezza, chiaramente non siete portati per l'arte culinaria, datevi al burraco.
Ma del burraco, parleremo un'altra volta.






Io lo so che vi andate a cercare lo stesso la ricetta: almeno usate questa che è garantita.


* sia chiaro che ogni link in questo blog è degno di nota e spunto per ulteriori e plurime riflessioni, non fate i pigri e visitatelo.




3 Comments

Minerva Jones ha detto...

Niente macis, né pepe - tutto il resto identico, ma talvolta lo rendo più rotondo per la lingua e il palato aggiungendo del latte freddo al tè fumante. Ce ne prendiamo uno a breve? :-)

Ale ha detto...

Cannella e cardamomo... zenzero a volte. mi piace bollente, estate-inverno. :)
Torni da queste parti?

Minerva Jones ha detto...

Non a brevissimo. Ma appena potrò, sì. Baci :-)

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